Leggi il dialogo tra Marietta, Gennaro e Cecilia👇
Tutti i verbi del testo in grassetto sono verbi all’imperativo con tu, voi e noi.

Gennaro: Marietta, il Natale si avvicina e io e Cecilia vogliamo fare bella figura con i nostri ospiti. Aiutaci a fare il panettone con la tua ricetta speciale, per favore.
Marietta: Volentieri. Sarà divertente! Faremo un panettone a regola d’arte!
Prima di cominciare leggete attentamente la ricetta.
Fatto? Benissimo. Ora prepariamo tutti gli ingredienti e prendiamo tutti gli utensili che ci servono. Pronti? Non perdiamo tempo! Cominciamo!
Cecilia: Si! Dicci cosa dobbiamo fare e noi eseguiamo i tuoi ordini!
Marietta: Per prima cosa prendiamo una bilancia. Dovete pesare bene tutti gli ingredienti. Cecilia, prendi il burro dal frigorifero, pesalo, poi taglialo a cubetti e fallo ammorbidire a bagnomaria.
Cecilia:: Gennaro, passami il coltello, per favore!
Marietta: Gennaro, intanto prendi le uova.
Gennaro: Certo! Quante ne prendo?
Marietta: Prendine tre! Ma fa’ attenzione, non le fare cadere!
Gennaro: Sta’ tranquilla! Sono un esperto! Poi mescoliamo le uova al burro?
Marietta: Un momento, fermati! Ci servono un uovo intero e due rossi, quindi prima separa i rossi e i bianchi.
Gennaro: Eh? Un po’ difficile… Fallo tu, per favore.
Marietta: Va bene. Allora, fai un’altra cosa. Prendi la farina e lo zucchero, pesali e poi setaccia bene la farina, mi raccomando.
Cecilia: Perché?
Marietta: Evitiamo i grumi nell’impasto finale. Gennaro, ecco i due rossi! Cecilia il burro è morbido adesso? Bene. Lavoralo con una spatola. Deve diventare molto cremoso.
Cecilia: Un po’ faticoso. Così?
Marietta: Sì. Gennaro, ora metti l’uovo intero e i due rossi insieme al burro e mescola bene. Poi unisci lo zucchero e mescola ancora.
Gennaro: Quando ci fermiamo?
Marietta: Fermatevi quando avete una crema liscia e senza grumi. Cecilia, ora aggiungi la farina, un po’ alla volta, e versa anche il latte lentamente.
Cecilia: D’accordo. Posso mettere anche il lievito?
Marietta: No, non aggiungere il lievito ancora. Non ce lo mettiamo adesso, ma quasi alla fine. Aggiungi però un pizzico di sale e i canditi. Grattugia la scorza di limone, non può mancare.
Adesso impastate tutto per almeno mezz’ora. Mentre Gennaro lavora l’impasto, prepariamo lo stampo con burro e farina.
Gennaro: Dopo aver messo anche il lievito versiamo l’impasto nello stampo?
Marietta: Sì, versatelo nello stampo, ma non dimenticate l’uvetta! Che panettone sarebbe senza?
Cecilia: L’uvetta! Hai ragione, Marietta!
Marietta: Benissimo! Inforniamo! E abbiate pazienza, ci vorranno circa 40 minuti
40 minuti dopo…
Marietta: Questo panettone ha un aspetto perfetto. Siate orgogliosi!
L’imperativo
L’imperativo è un modo verbale. Si usa per dare un ordine, un consiglio, una raccomandazione; per invitare, pregare, esortare qualcuno a fare qualcosa.
L’imperativo ha solo il tempo presente e due persone: la seconda persona singolare tu e la seconda persona plurale voi.
Non esiste la prima persona singolare io.
Per la terza persona singolare Lei, la prima persona plurale noi, la terza persona plurale Loro, si usano le forme del congiuntivo (congiuntivo esortativo).
Molto spesso l’imperativo si divide in:
• Imperativo diretto o informale con tu, voi, noi.
L’imperativo con tu e voi svolge le funzioni da ordine perentorio a invito molto gentile, fino alla preghiera. L’imperativo con noi svolge prevalentemente una funzione esortativa, di invito a fare qualcosa insieme.
Esempi:
Prendi la farina.
Leggete la ricetta.
Cominciamo!
• Imperativo indiretto o formale con Lei e Loro.
L’imperativo indiretto è usato nelle forme di cortesia, in particolare l’imperativo con Loro è molto formale e usato in rare occasioni. Molto spesso è sostituito nella lingua parlata con l’imperativo con voi.
Esempi:
Si accomodi, prego.
Prendano posto.
Sia con l’imperativo diretto sia con l’imperativo indiretto non si usano mai i pronomi soggetto (tu, Lei, noi, voi, Loro); si hanno sia la forma assertiva per ordinare di fare qualcosa, sia la forma negativa per esprimere un divieto. L’imperativo negativo con tu si forma con non + infinito.
Esempi:
Cominciamo! → No: Noi cominciamo!
Setaccia la farina!
Non dimenticate l’uvetta!
Non mangiare troppi dolci a Natale!

L’imperativo diretto
L’imperativo diretto o informale si usa con le persone tu, voi e noi.
È regolare per la maggior parte dei verbi.
• Verbi in - ARE come lavorare
(tu) lavora; (voi) lavorate; (noi) lavoriamo
Esempi:
Preparare - (tu) → Prepara la tavola per la cena.
Parlare - (voi) → Parlate più forte, non sento nulla.
Viaggiare - (noi) → Viaggiamo di più, quest’anno!
• Verbi in - ERE come scrivere
(tu) scrivi; (voi) scrivete; (noi) scriviamo.
Esempi:
Prendere - (tu) → Prendi tutto il tempo che vuoi!
Mettere - (voi) → Mettete in ordine la stanza.
Mantenere - (noi) → Manteniamo la calma, per favore.
• Verbi in - IRE come partire e finire
(tu) parti; (voi) partite; (noi) partiamo.
(tu) finisci; (voi) finite; (noi) finiamo.
Esempi:
Finire - (tu) → Finisci tutta la cena!
Pulire - (voi) → Pulite il pavimento, è sporchissimo!
Sentire - (noi) → Sentiamo cosa avete da dire!
Quando l’imperativo esprime un invito o un’esortazione, e per attenuare un ordine, si aggiungono le formule di cortesia come per piacere e per favore:
Esempi:
Parla piano, per cortesia, ho mal di testa.
Chiudi la finestra, per favore.
I verbi con imperativo diretto irregolare
Tra i verbi più usati, hanno l’imperativo diretto irregolare:
• essere, avere e sapere alla seconda persona singolare tu e alla seconda persona plurale voi;
Essere
(tu) Sii; (voi) Siate; (noi) Siamo.
Avere
(tu) Abbi; (voi) Abbiate; (noi) Abbiamo.
Sapere
(tu) Sappi; (voi) Sappiate; (noi) Sappiamo.
Esempi:
Sii sempre gentile, anche con gli sconosciuti.
Abbi la costanza di fare almeno un esercizio al giorno.
Sappi che la tua opinione conta molto per noi.
Siate pazienti, ci vuole tempo per imparare una lingua.
Abbiate rispetto delle regole.
Sappiate cogliere ogni occasione!
• stare, andare, fare, dare e dire alla seconda persona singolare tu.
Stare, andare, fare, dare hanno anche una forma abbreviata con l’apostrofo.
Stare: Stai / Sta’
Andare: Vai / Va’
Fare: Fai / Fa’
Dare: Dai / Da’
Dire: Di’
Esempi:
Stai / Sta’ concentrato, la lezione di oggi è fondamentale.
Vai / Va’ al supermercato, non abbiamo il burro.
Fai / Fa’ attenzione al limite massimo di velocità .
Dai / Da’ fiducia a Luigi, è un bravissimo ragazzo.
Di’ quello che vuoi, ma questo piatto è strepitoso!

L’imperativo diretto con i pronomi
Nelle frasi con l’imperativo diretto affermativo, i pronomi riflessivi (mi, ti, si, ci, vi, si) i pronomi diretti (mi, ti, lo/la, ci, vi, li/le), indiretti (mi, ti, gli/le, ci, vi, gli), combinati e le particelle ci e ne sono uniti alla fine del verbo.
Esempi:
Hai sentito Daniela? Chiamala, ha bisogno di te!
Aspettiamo vostre notizie. Fateci sapere al più presto!
Non hanno capito. Ripetiamoglielo di nuovo!
Ci servono le melanzane per la parmigiana. Compriamone un chilo.
Per la seconda persona singolare dei verbi irregolari nella forma abbreviata sta’, va’, fa’, da’ e di’, i pronomi diretti, indiretti e combinati e le particelle ci e ne raddoppiano la consonante iniziale. Non si ha il raddoppiamento con il pronome gli e i pronomi combinati con gli.
Esempi:
Fammi un piacere, ti prego!
Claudia ti aspetta alla sua festa. Vacci, mi raccomando!
Abbiamo bisogno di tempo. Dacci qualche giorno in più.
Conosci qualche barzelletta? Dimmene una!
È un momento delicato per Cesare. Stagli vicino.
Nelle frasi con l’imperativo diretto negativo, i pronomi diretti, indiretti, combinati e le particelle ci e ne si possono trovare:
• dopo il non e prima dell’infinito o dell’imperativo;
Non lo fare!, Non ci andate!, Non glielo diciamo!, Non ne parlare!
• uniti alla fine dell’imperativo.
Non farlo!, Non andateci!, Non diciamoglielo!, Non parlarne!

Ricetta: Panettone Marietta
Adattato da: Pellegrino Artusi, La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene.
Ingredienti:
300 gr di farina 00
100 gr di burro
80 gr di zucchero semolato
80 gr di uvetta
1 uovo intero e 2 tuorli
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito per dolci in polvere (16 grammi)
1 cucchiaino di estratto di vaniglia oppure 1 bustina di vanillina
200 ml di latte intero
20 gr di canditi a pezzetti
La scorza di mezzo limone
Per la decorazione
50 gr di mandorle intere
Zucchero a velo
Attrezzatura
Uno stampo da panettone da 750 gr.
Procedimento
Imburrate e infarinate lo stampo da panettone.
Fate ammorbidire il burro a bagnomaria.
Mettete l’uvetta in acqua tiepida per 30 minuti, poi asciugatela con un panno pulito.
Setacciate la farina in una ciotola.
Nella ciotola di una planetaria, con il gancio a foglia, lavorate il burro e lo zucchero fino a ottenere una crema spumosa. Unite l’uovo intero e i tuorli e lavorate fino a ottenere una crema liscia. Unite anche la vaniglia.
Accendete il forno a 180 °C / 350 °F / gas 4.
Aggiungete la farina poco alla volta e il latte. Sostituite il gancio a uncino e impastate a velocità media per almeno 15 minuti.
Aggiungete il sale, il lievito per dolci e la scorza di limone grattugiata. Impastate ancora un paio di minuti.
Cospargete l’uvetta e i canditi con un cucchiaio di farina, uniteli all’impasto e impastate a velocità bassa un paio di minuti fino a distribuirli bene.
Trasferite l’impasto nello stampo, disponete le mandorle sulla superficie e infornate.
Fate cuocere per circa 40 minuti.
Quando sarà raffreddato, cospargete con lo zucchero al velo.
Come for the grammar.
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